Note di sala
Joy and Sorrow unmasked
Il titolo “Joy and Sorrow unmasked” (Gioia e pena senza maschere) rimanda innanzitutto ai brani del programma eseguiti con la nostra solista svedese Maria Keohane, con cui abbiano lavorato a più riprese, sempre con grande piacere.
Joy (la gioia) fa riferimento alla Cantata di Bach “Jauchzet Gott in allen Landen” che è un inno, un canto di lode a Dio. È un’opera impressionante, tra le più “estroverse” di Bach, con una magnifica parte solistica obbligata per la tromba, quale secondo strumento solista. Attraverso una serie di recitativi ed arie, ci mostra un Bach felice ed ottimista.
A questo lavoro segue il Terzo Concerto Brandeburghese in sol maggiore, che è da molti anni una delle pagine predilette dell’EUBO. Un lavoro molto interessente, ma talmente noto che ci costringe, ogni volta che lo eseguiamo, ad essere assolutamente esigenti con noi stessi.
Nella prima parte del programma presentiamo al pubblico alcuni lavori di Haendel. Il confronto tra Haendel e Bach è sempre interessante per il pubblico, che può notare le somiglianze, ma altresì le differenze tra i due compositori.
I brani vocali inseriti nella prima parte del programma, che sono inni a Maria, fanno riferimento alla pena (sorrow) del titolo. Sono stati composti all’inizio del Diciottesimo secolo, negli anni trascori dal giovane Haendel in Italia. Nelle due Cantate di Haendel, la pena è espressa in modo chiaro ed evidente, attraverso il ritratto di Maria. Ciò contrappone Haendel a Bach, il quale, al contrario, nella sua Cantata pare narrare la liberazione dell’uomo dalla pena. I mondi di provenienza dei due compositori sono diversi: da un lato il pensiero cattolico di Haendel, dall’altro il pensiero protestante di Bach.
Il programma combina poi questi lavori vocali con pezzi strumentali come il Concerto grosso di Haendel, composto negli anni londinesi. I Concerti grossi di Haendel cono da molto tempo uno “standard” dell’EUBO, che li esegue volentieri. Si tratta di un lavoro gaio e divertente.
Per permettere al nostro trombettista di prepararsi all’esecuzione del Concerto di Bach, eseguiamo una Sonata per archi con tromba obbligata di Giuseppe Torelli, vcontemporaneo di Haendel.
Il programma, così articolato, ci permette ogni volta interpretazioni cangianti, tra luci e ombre, gioia e pena.
Lars Ulrik Mortensen